Per alimentare, se possibile, ancora di più l’attesa per il viaggio in Giappone in questi ultimi concitati giorni prima della partenza mi basta sfogliare “Eco di viaggio”, l’originale diario realizzato da Comieco in carta riciclata e completamente riciclabile, che rimanda alla tradizione del “carnet de vojage”. Continua a leggere
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Il mistero svelato
A meno di un mese dalla partenza, oggi mi sento così “coraggiosa” da svelare il mistero sul mio prossimo viaggio. Continua a leggere
On the road…again!
Fervono i preparativi per il prossimo viaggio, quello che io e Cristian aspettiamo di fare da tanto, troppo tempo.
Ci avevamo provato già un paio di anni fa, nel periodo in cui apparentemente era meglio visitare quella strana nazione, ma la Natura ci si era rivoltata contro, facendoci ripiegare con il cuore gonfio di tristezza per altra destinazione, New York, che fu una tale scoperta, da farci ritornare persino la scorsa estate. Continua a leggere
Samarcanda
Ridere, ridere, ridere ancora,
Ora la guerra paura non fa,
brucian le divise dentro il fuoco la sera,
brucia nella gola vino a sazietà,
musica di tamburelli fino all’aurora,
il soldato che tutta la notte ballò
vide tra la folla quella nera signora,
vide che cercava lui e si spaventò.
canta Vecchioni in Samarcanda.
A te che cosa evoca questo nome? A me, non so neanche bene perchè, la storia del marinaio Sinbad, e, più ovvio, l’odore di spezie e il fascino del Medio Oriente.
Samarcanda è una delle più antiche città del mondo, famosa per la sua posizione lungo la Via della seta.
Il tempo ha disegnato Samarcanda in modo particolare: solo qualche raro palazzo supera i tre piani, lo spazio della città è orizzontale. Dentro questo spazio le epoche si sono sdraiate lasciando impronte dove il terreno è più morbido.
Massimo Toscani e Piera Viale, due docenti che da quindici anni lavorano per l’Istituto di Lingue Straniere di Samarcanda, hanno pensato in collaborazione con la Scuola Holden e Seven Worlds a un viaggio nella visione di queste impronte.
Per spostarsi da un’impronta all’altra propongono l’utilizzo dei mezzi pubblici, per vedere e sentire la città propongono di affidarsi ad architetti, storici e artisti locali. Un approccio che a me piace moltissimo!
Questo viaggio a Samarcanda è anche un’occasione per riflettere sulla forma breve del racconto, un vero e proprio laboratorio di scrittura nomade, perché la distanza tra città del mito e la città reale potenzia luoghi e cose fino a farle diventare materiale narrativo. Così i festeggiamenti per una nascita, un mercato periferico, i rituali zoroastriani e più di cento etnie che convivono tra quartieri sovietici e zone monumentali del periodo timuride, diventeranno i temi giornalieri di un’opera a tappe, complessa come un viaggio nel mondo e nella scrittura e in una cornice che li racchiude con meraviglia.
Quando si terrà il laboratorio di scrittura nomade? Dal 14 al 23 Giugno 2013
Termine di iscrizione: 10 maggio 2013
Se ti iscrivi a mio nome, un piccolo omaggio per te e per me la possibilità di seguire il gruppo come travel blogger ufficiale!
Parteciperò alla serata di presentazione del viaggio, che si terrà il 02/05/2013 h. 21.00 presso la Scuola Holden di C.so Dante 118 (TO) insieme a un’altra cara amica, Giovy, con cui condivido la passione per i viaggi.
Perchè non partecipi anche tu?

Biancaneve 2.0
Chi mi conosce sa che sono una femminista convinta.
Ecco quindi la mia versione moderna di Biancaneve, scritta per il concorso “Le storie del Bosco di Vis”.
Biancaneve e Azzurro, si sa, vissero per tanti anni felici e contenti.
Ma che cosa successe davvero a Biancaneve, una volta sposato Azzurro?
Presto Biancaneve si trovò a disagio nel ruolo di signora del castello, lei che era abituata a vivere con 7 minatori (per quanto piccini) e a curarsi di loro!
Così, mettendo a frutto la sua brutta esperienza passata, decise di diventare un’imprenditrice e di aprire un’azienda di coltivazione e vendita di mele cotogne, ovviamente dalla bontà (e sicurezza) certificata….
Continua a leggere la mia favola qui e si ti piace, votala!

A winter’s tale
C’era una volta una bambina, apparentemente molto felice, ma chiusa in una gabbia dorata.
La bambina, crescendo, capì che la sua gabbia dorata era troppo stretta e così cominciò a viaggiare, dapprima ad occhi chiusi, poi realmente e comprese presto che non sarebbe riuscita a vivere nella sua gabbia dorata a lungo.
Un giorno, dopo tanta faticosa ricerca, trovo il suo principe azzurro. Certo, era totalmente diverso da lei, così sognatrice e visionaria, ma il Principe la amava tanto anche per questo e così la bambina decise di lasciare la sua gabbia dorata e di andare a vivere nel castello con il Principe.
Viaggiarono molto, sognarono molto, superarono insieme tante difficoltà, forti uno dell’altro.
A volte, però, le cose sembravano non andare bene, perchè la bambina temeva di avere trovato un’altra prigione dorata. Così si fece forza e iniziò a viaggiare anche da sola.
Tornò nei luoghi della sua infanzia, quelli in cui per la prima volta si era sentita davvero libera e lì, da sola, al freddo, capì che non c’era posto in cui volesse stare come il castello che condivideva con il suo principe.
E fu così che (forse) vissero felici e contenti.

Per Lisa, Bianca, Emma, Viola, Valentina e tutte le altre bimbe che arriveranno
Piccole mie, mi piace pensare che le vostre mamme forse tra un paio di anni vi leggeranno questo messaggio… Siete il nostro futuro, la nostra speranza che le cose possano davvero cambiare in meglio. Inseguite sempre i vostri sogni, SEMPRE, perchè una vita senza sogni è come un giardino senza fiori (Gertrude Beese).
E se mai le vostre mamme, cosa che dubito, vi ostacolassero, accanto a voi ci sarà sempre la zia Ari pronta a supportarvi e a volare via con voi.


