Ricordi di viaggio, una componente essenziale del mio modo di viaggiare: cerco, infatti, di vivere sempre i viaggi, lunghi o brevi che siano, non solo come un momento per visitare luoghi diversi da quelli dove vivo, ma anche, e forse soprattutto, come occasione per incontrare persone, parlare con loro e carpire un po’ della loro cultura, profondamente convinta come sono che attraverso il dialogo e gli incontri si instaurino i rapporti più belli, quelli capaci di lasciare un segno negli anni.
Così, nei momenti più difficili, spesso mi torna in mente l’incontro con un giovanissimo monaco del monastero di Thurpu, in Tibet, che mi supplicò, io che potevo viaggiare liberamente, di andare in India e di portare al suo maestro, il XVII Karmapa, il suo messaggio di amore e speranza. Sapendo che io e Cristian ci eravamo appena sposati, ci regalò due Khata o Kathak, una sciarpa bianca di seta, uno degli oggetti simbolici del cerimoniale civile e religioso, pubblico e privato del buddismo tibetano, offerta in dono alle divinità, ai Lama, alle coppie di sposi, con un gesto carico di significati simbolici. Continua a leggere




