Gerusalemme è stata la prima tappa del mio #primoviaggiodel2015 (# inventato con un gruppo di amici blogger per condividere la nostra prima destinazione del 2015, che ti invito ad utilizzare perchè potresti trovarci spunti interessanti – ndr).
Che cosa non perdere assolutamente a Gerusalemme? Ecco la mia personale top five.
Gerusalemme – Mercato di Mahane Yehuda
Considerato uno dei più interessanti di tutto il Medio Oriente, il mercato di Mahane Yehuda è un tripudio per i sensi: permeato dall’odore di spezie, frutta e verdura freschissime, sgargiante nei colori delle bancarelle, rumoroso per le urla dei venditori. Ti consiglio una visita il giovedì o il venerdì: in questi giorni il mercato è particolarmente vivo perchè anche la gente del posto lo frequenta per preparare i pasti dello Shabbat.
In zona merita una visita anche la zona di Mea She’arim, il più antico quartiere di Gerusalemme abitato dagli ebrei haredim, ovvero da coloro che osservano la forma più conservatrice dell’ebraismo ortodosso.
Gerusalemme – Museo U. Nahon di arte ebraica italiana e tempio
Sempre in zona centrale merita senza dubbio una visita il tempio ebraico settecentesco trasferito integralmente a Gerusalemme da Conegliano Veneto (VE) nel 1952, che funge tuttora da centro spirituale per gli ebrei di origine italiana residenti a Gerusalemme. L’annesso museo raccoglie interessanti oggetti della tradizione ebraica portati dall’Italia intorno agli anni ’50.
Io ho avuto la fortuna di visitarlo con una guida d’eccezione, Vito Anav, Presidente della comunità ebraica italiana in Israele e autore di un interessante libro (Cronaca di una guerra di mezza estate) che racconta l’angoscioso e angosciante ultimo conflitto che ha colpito Israele e i territori palestinesi poco più di 6 mesi fa.
Gerusalemme – Muro Occidentale
Oltrepassa la porta di Jaffa e immergiti nei profumi e nei colori delle bancarelle di David Street. Se uscirai indenne dagli acquisti e/o se non sarai troppo appensantito dall’ottimo cibo di strada che qui puoi trovare ad ogni angolo, dirigiti verso il Muro Occidentale (denominato impropriamente “Muro del pianto“), il luogo più sacro dell’ebraismo. La sua importanza come meta di pellegrinaggio risale al periodo ottomano, quando gli ebrei iniziarono a raccogliersi davanti a questo muro di contenimento, che sosteneva la parte esterna della spianata su cui sorgeva il tempio, per ricordare, appunto, la distruzione del tempio, avvenuta nel 70 d.c. L’area davanti al muro funge oggi da grande tempio all’aperto ed divisa in una parte riservata agli uomini e una alle donne. Se riesci, recati al muro il lunedì o il giovedì mattina, momento in cui si celebra la cerimonia del bar mitzvah, che segna il passaggio all’età matura per i bambini ebrei (13 anni e un giorno per i maschi, 12 anni e un giorno per le femmine). Continua a leggere







